daniele 的个人资料blog di daniele detto th...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
6月13日 continuo del libroPiccola prefazione. Prima di iniziare questo libro, pensavo che alla violenza, ci fosse un limite.Delresto, ci sono modi spaventosi di uccidere, ma prima o poi finiscono.Invece, scavando nei meandri della mia immensa mente, cercando nuove cattiverie da far commetteer a Jack, mi sono accorto che si puo fare sempre di piu, sempre peggio....ed è quello che farà Jack....PERCHE' LUI E' MALLOO. Buona lettura John Atzeni, aveva una storia simile a quella di Jack, stesso carattere introverso tendente alla pazzia, stesso episodio traumatizzante risalente all'infanzia.John aveva semplicemente spinto un suo amico giu da un dirupo, per il puro gusto di farlo.A differenza di Jack, però, John nella sua vita aveva sempre potuto contare sulla sua famiglia, i suoi genitori e suo fratello.Ma un giorno di pochi anni prima, stancatosi di giocare a poker con gli amici, decise che era opportuno andare a casa sua, e fare una strage.Tornato a casa, si comportò come al solito, ma non appena i suoi familiari ebbero un attimo di distrazione, ne aproffittò per catturarli, e dopo averli legati al muro, si sedette in una sedia a fissarli, per decidere cosa fare di loro.Guardandoli però ne ebbe pietà, e li avrebbe liberati, se in quel momento no fosse arrivato Jack.Si erano conosciuti da poco, ma Jack gli sembrava un tipo in gamba.Con uno sguardo vuoto ma divertito, Jack gli porse delle freccette, di quelle che si usano nei bar con il bersaglio al muro.Fu egli stesso a tirare la prima, e colpì il fratellino esattamente nell'ombelico.John vole provare, e colpi sua madre in testa.Con il morale alle stelle per il nuovo gioco trovato, John si fece prendere dall'entusiasmo, e, afferrata una manciata di freccette, le tirò contemporaneamente verso i suoi familiari.-Stupido!- urlò Jack infuriato -Ci saremmo potuti divertire per ore!Hai rovinato tutto-.Per punirlo, gli tagliò i denti davanti in due, verticalmente, con un coltello affilato e un po arruginito.John sopportò la giusta punizione in silenzio.Da quel giorno John e Jack divennero amici per la pelle. 26 marzo 2006, 11:00 p.m. Per non perdere la mano, quella notte Jack e John, andarono a caccia di vittime.Una bambina, aveva perso la via di casa, e piangeva rumorosamente in mezzo alla via deserta tenendo un lecca lecca in mano.Jack si avvicinò con fare rassicurante, e, dopo avergli preso e mangiato il lecca lecca, le infilò la stecchetta di plastica in un orecchio, perforandole il timpano.Poi, per non sentire le sue fastidiosissime urla strazianti, le infilò un braccio in gola, e le strappò con violenza le corde vocali.Dopo se ne andò senza ucciderla “Così soffrirà di piu” pensò.In seguito, incendiarono una decina di macchine, come dei comuni teppistelli di strada, e ruppero delle finestre, per il solo gusto di farlo.Mentre tornavano a casa, John disse -Guarda lì -.Giratosi, Jack vide una vecchietta che si accingeva ad attraversare la strada.I suoi occhi brillarono di una luce cos' forte, che John dovette coprirsi il viso per non rimanere abbagliato. -Andiamo!-.John vide fare a Jack una cosa che non gli aveva mai visto fare: la sua espressione, fredda e vuota, si trasformò in un'espressione cordiale e amabile, mentre domandava con cortesia alla signora, se le servisse aiuto per attraversare.Ovviamente, il fatto che Jack si fingesse gentile, serviva solamente a rendere il gioco più divertente, infatti, se avesse voluto, l'avrebbe potuta ammazzare con un pugno ben assestato.La vecchietta,tutta contenta rispose di si -Oramai è raro trovare dei ragazzi cosi gentil....- Jack, cominciò a far roteare la vecchia.Dopo averla afferrata per un braccio, cominciò a girare su se stesso piu veloce che potè.La vecchia cominciò ad urlare, confusa e terrorizzata.In quel momento, arrivò John, che mise un piede in mezzo alla traiettoria della vecchia.Lo scontro fu una vera e propria tempesta di sangue.La vecchia si era spezzata in due all'altezza del busto, e tutti gli organi schizzavano nelle varie pareti mentre Jack continuava a girare, ridendo come un forsennato.Le vecchie, erano le sue vittime preferite.Quando la vecchia fu completamente svuotata degli organi interni, e non si sentiva piu lo splat di questi ultimi che si spiaccicavano nei muri, Jack cominciò a sbatterla ripetutamente in terra.Poi riprese a girare e quando ebbe raggiunto la velocità massima, mollò di scatto la presa, cosìchè, quello che restava di quel corpo puzzolente, si spiaccicò in uno dei muri.Prima di andarsene, Jack defecò sulla restante metà del corpo, tra le risate di John che ancora una volta, era rimasto stupito dalla cattiveria dell'amico, e lo guardava con ammirazione.Quando ebbe finito, Jack si tirò su i pantaloni con violenza, senza nemmeno pulirsi.-Andiamocene- ordinò.E così fecero.John e Jack, vivevano nella stessa casa, che era però stata divisa in due parti non proprio uguali (quella di Jack era decisamente piu grande).John, si coricò nel suo letto e rimase sveglio a pensare “Un giorno anche io riuscirò a diventare come lui.Anche io riuscirò ad avere una mente cosi malvagia,così mala”.Jack invece, si sdraiò nel divano rivestito in pelle d'uomo, e si mise a riguardare alcuni filmati che aveva girato tempo prima.In uno, il piu vecchio, obbligava un suo compagno di scuola a masticare gesso, e quando il professore arrivava a “salvare” il malcapitato, gli spezzava la colonna vertebrale a colpi di mazza da baseball.In un altro, si era divertito a passare sopra i suoi compagni di squadra con un rullo di quelli che vengono usati per appiattire l'asfalto.Jack era sempre riuscito a sfuggire alla legge, grazie alla sua immensa astuzia.Infatti riusciva sempre a non lasciare tracce di se.Nonostante nessuno sapessa il commissore di tutti questi orribili reati, la polizia, era riuscita a capire che erano tutti riconducibili ad un unica, malata persona.Avevano anche capito che si doveva trattare per forza di un uomo, e anche abbastanza forte, ed era stato soprannominato “il Malo”.Era stato calcolato che un americano su 10.000, moriva ucciso da “il Malo”.Jack ne andava abbastanza fiero, anche se non gli importavano tanto le statistiche.Ciò che importava a lui erano l'odio, il sangue e la sofferenza. VI è piaciuto? scrivete qualcosa....se non vi è piaciuto, ancora meglio, ditemi dove sbaglio, che mi puo essere utile....Del resto, anche se non si direbbe, sono uno scrittorucolo alla sua terza opera, e non avendo esperienza commetto molti errori. Grazie ciao. 6月10日 IN ESCLUSIVA, MI VOGLIO ROVINAREIn esclusiva per voi, il racconto mallo.Preparate la ciotola per il vomito, e poi speditemelo a casa. Il racconto malo
Jack non era mai stato quello che si chiama “un bravo ragazzo”.Già da quando era fanciullo, aveva avuto numerosi problemi a integrarsi con i suoi coetanei, a causa del suo carattere introverso e il suo comportamento spesso tendente alla violenza.In particolare, uno spiacevole incidente successogli quando ancora era alle elementari, segnò la sua vita per sempre.Erano passati circa quindici anni da allora, ma lui ricordava ancora quel giorno come fosse stato ieri, e rivedeva spesso le immagini nella sua mente.Era una fredda giornata di Gennaio, il cielo era grigio e tirava forte il vento, la campana della ricreazione era appena suonata e i bambini come al solito uscivano dalle loro classi gridando felici.Non potevano sapere che quel giorno le urla di gioia si sarebbero trasformate in urla di immensa disperazione.Jack aveva ingaggiato una lotta con un suo compagnetto, utilizzando una matita a mo di spada, ma in un eccesso di foga e esaltazione, conficcò metà matita nell'occhio del compagno, lacerando la retina tra schizzi di sangue.Quando ritrasse la matita con forza, l'occhio era ormai ridotto a un ammasso di pappetta biancastra, e dal naso del bambino comincio a fuoriuscire del liquido abbastanza denso grigio-violetto.Come se non bastasse, Jack nel suo atto aveva lesionato un nervo cerebrale, e al bambino vennero le convulsioni.Venne portato via in ambulanza, tra i pianti spaventati degli altri bambini, e le urla concitate delle maestre, e dei bidelli, accorsi a soccorrere il bambino.Il poveretto, morì poche ore dopo, ore di intensa sofferenza e di urla disperate durante le quali ripeteva continuamente “Uccidetemi! Non ce la faccio più”. Da quel maledetto giorno egli provò a non pensare più all'accaduto ma, nonostante non avesse scontato alcuna pena in quanto troppo piccolo per essere imputato, la triste vicenda gli aveva provocato danni psicologici irreversibili.La sua mente era malata.Era cattiva.Era mala.
Stava seduto nel sedile della sua auto, una vecchia ford che aveva rubato alla prima delle sue vittime, e che gli aveva sempre portato fortuna.Era una notte di inverno senza luna, col cielo completamente coperto di nuvole.Non era minimamente agitato, sia perchè oramai ci aveva fatto l'abitudine, sia perchè questa volta, aveva deciso di prendersela con un poveretto, senza amici ne parenti prossimi che potessero in qualche modo difenderlo o aiutarlo.Il silenzio della stretta via venne rotto dal cigolìo di una porta che sia apriva.Jack vide la sua vittima per la seconda volta, non tanto alto, pochi capelli e mal vestito, un uomo sulla quarantina si avviava verso il cassonetto dell'immondizia.Con noncuranza, Jack scese dalla macchina, si avviò verso l'uomo, e come se stesse facendo la cosa piu normale del mondo, immobilizzò la sua vittima con una presa che aveva imparato in uno dei suoi numerosi viaggi.Non ebbe difficoltà a tenerlo fermo, grazie alla sua stazza non indifferente.Prima di addormentarlo col solito panno bagnato col triclorometano, gli sussurrò all'orecchio -Smetti di opporre resistenza, lo dico per te.Per il tuo bene-.La voce era atona e fredda, e dopo aver addormentato il povero disgraziato, scoppiò in una risata mala.Quando l'uomo si risvegliò, si trovava in una stanza completamente nera, illuminata da una luce nera e addobbatacon delle decorazioni nere.-Bene bene bene.Vedo che ti sei svegliato.Ora si comincia- disse jack avvicinandosi con fare minaccioso.Aprì una scatola nera, e ne estrasse un oggetto anch'esso nero.Era una sorta di punteruolo, che terminava in una punta sottile come quella di un ago.Quando iniziava, Jack amava emulare l'episodio accaduto anni prima, ma da adulto, riusciva a metterci più cattiveria.Con un fornellino riscaldò la punta fino ad arroventarla.Intanto l'uomo si era svegliato del tutto, e si era accorto con terrore di essere completamente legato.Jack era ormai a un passo da lui, e con un bisturi affilatissimo, asporto entrambe le palpebre, che erano spesso un problema e gli rovinavano il divertimento.Dopo di chè, con l'ago, cominciò a martoriare gli occhi, che al contatto col metallo bollente si scioglievano, producendo fumo e un odore sgradevole.Ovviamente l'omino urlava e si dibatteva, ma le cinghie che lo legavano erano così strette che i quattro arti gli stavano andando in cancrena.La gamba destra, si era gonfiata spaventosamente e aveva assunto un colore violaceo.Jack vi buttò sopra un centinaio di sanguisughe mentre nell'altra gamba, fece dei lunghi tagli profondi, che riempì con cura di sale e limone.Dopo cominciò a martoriare le sue carni, e gli strappò orecchie e mani a morsi.Lo schiaffeggiò, finchè non vomitò tutti i denti.Per finire, gli conficco un braccio in pancia, e si divertì a lacerare gli organi interni del malcapitato con le sue luride unghie nere.Prima che morisse, prese un'accetta, lo tagliò a pezzi, e lo buttò nel fuoco man mano che tagliava, ridendo e sorseggiando un bicchiere del suo sangue, raccolto durante “l'affettamento”.Non contento, prese a calci le rimanenti parti che non entravano nel camminetto, e le sbattè ripetutamente al muro, ricoprendolo di sangue.La stanza aveva una sorta di sistema fognario che raccoglieva il sangue e lo riponeva in una vasca da bagno, dove veniva riscaldato e scegherato.La mattina seguente, Jack vi si fece il bagno, bangandoci i biscotti e mangiandoli con gusto.Quando il sangue cominciò ad avere un odore sgradevole dovuto alla decomposizione, lo utilizzò per innafiare le piante, che poi uccise sradicandole e affettandole con un coltello.Poi masticò la terra e la sputò con odio sul pavimento.Era malo.E la sua malattia cresceva col tempo, e peggiorava continuamente.Piu lui commetteva atti violenti, piu aveva voglia di commetterne di nuovi, piu gravi, piu crudeli, piu mali.
Joshua Pibiri, capo della polizia del quartiere, era perplesso.Un uomo senza soldi, senza famiglia e senza amici era scomparso da parecchi giorni, e l'ipotesi più probabile era il rapimento, in quanto l'uomo, Michael cossu non si era mai allontanato in vita sua, dalla sua casa.Michael, era un abitudinario.Ogni giorno usciva da casa sua alle otto, andava a fare la spesa, e poi passava il resto della sua monotona e inutile vita a casa sua, a giocare a solitario oppure a tagliarsi le unghie dei piedi.Non aveva un lavoro, ma lo stato gli dava una piccola pensione conla quale si manteneva a stento.La notte, anziche l'elettricità utlizzava le candele, e il bucato lo faceva rigorosamente a mano, ma di rado.La polizia era stata avvisata proprio da un vecchio commesso del supermercato, il quale per la prima volta dopo vent'anni, non aveva visto arrivare il simpatico omino, e si era insospettito e aveva avvisato la polizia.E ora, l'indagine era nelle mani di Josh.Lui aveva poca esperienza, infatti era molto giovane, ed era da poco salito di grado.Nella situazione in cui si trovava, non sapeva che cosa fare.Quasi sicuramente si trattava di rapimento, ma non c'era nessun apparente movente, e scavando nella vita di michael, aveva trovato solo monotonia e solitudine.Nessun rapporto sociale con altri esseri viventi, se non coi suoi pesci rossi, che erano morti quelche giorno prima.Decise così di organizzare un sopraluogo.I due agenti che mandò a perlustrare la casa di Mike, erano due ragazzi allegri e solari.Ma al ritorno da quella casa, avevano entrambi un'espressione triste e afflitta.-Comandante Pibia, il contenuto della casa era il seguente: un tavolo rotto, una sedia rotta, tre candele, un secchio e un acquario con due pesci rossi morti.Nient'altro-.Josh provò tanta tenerezza per quell'insulso omino, che probabilmente non aveva mai provato alcun tipo di emozione durante la sua miserabile vita.Voleva aiutarlo.Voleva renderlo felice. Perchè Josh, era buonnoo.
Da qualche giorno, Jack spiava continuamente il comandante Pibia.Non tanto per il fatto che aveva in mano le indagini sulla scomparsa di quello scarto umano, ma perchè lo trovava buffo, ridicolo e patetico.Si dava cosi da fare per trovare quell'omuncolo, che ora era entrato a far parte dell'atmosfera, assieme alle altre particelle di anidride carbonica.Ogni volta che passava vicino alla casa dell'inutile, Jack respirava a pieni polmoni, immaginando che nell'aria vi fossero i residui di Mike.Gli piaceva il pensiero di sfruttare quell'orribile corpicino fino alla fine.L'unico amico di Jack, era John.John era alto quanto Jack, ma, pur essendo anch'esso molto cattivo, non lo era nemmeno la metà, di quanto lo fosse Jack.Ed era principalmente per questo, che lo seguiva nella maggior parte delle sue peripezie, perchè la mente dell'amico, la cattiveria alla quale arrivava, lo affascinava e lo divertiva allo stesso tempo.Jack, invece, vedeva in John l'unica persona de cui potersi fidare, ma in cuor suo, ammesso che ne avesse uno, sapeva che un giorno, avrebbe malmenato anche lui, e quel giorno, sarebbe stato indimenticabile.-Funziona quell'accendi sigari?- chiese con odio fissando il cruscotto dell'auto sulla quale si trovavano.-Certamente, Jack -.-Non ci credo!- al che prese il dito dell'amico e lo infilò con forza nell'accendi sigari.-Aaaaaaaaahhh- Jhon urlò disperatamente, tuttavia, trovò lo scherzo divertente “Stavolta ci è andato leggero” pensò.”Stavolta ci sono andato leggero” pensò Jack, e per ripicca, rifilò un pugno immotivato alla cervicale dell'amico.-Eccolo, eccolo-.Joshua Pibia, si stava avviando personalmente verso la casa del miserabile.Si fermò a raccogliere una cicca da terra, e la buttò nel cesto dell'immondizia.Jack dovette faticare per non scendere e spaccargli la testa a martellate, ma riuscì a calmare la sua ira, stringendo il piu forte possibile l'orecchio dell'amico.MA TANNA' CA E' MALLU 6月7日 EVVABBENEEVVABBENE, avete vinto.In seguito alle numerose pressioni ricevute, ho deciso di rivelarvi il titolo del mio nuovo libro, in uscita ad Agosto in tutte le migliori librerie nei seguenti stati: Italia, Spagna, Germania, UK, USA e non continuo perchè rischierei di occupare parecchi gigabyte (un byte sono 8bit il bit è l'unità di misura della memoria più piccola).Il libro si intitola IL RACCONTO MALO (da pronunciarsi con una l e mezzo tipo....MALlO).Il protagonista,Jack è un ragazzo traumatizzato che a causa della sua malattia psicologica, della sua mente MALla, si diverte a rapire persone innocenti, e torturarle orribilmente.Un libro bellissimo carico di violenza gratuita, tanto sangue odio e un pizzico di boria.Il libro ha un lietofine....Infatti alla fine Jack, riesce a realizzare il suo sogno, torturare centinaia di persone innocenti con una violenza che una mente umana non dovrebbe concepire, contemporaneamente e senza pietà,e non dico altro per non rovinarvi il finale.Il tutto descritto abilmente da me medesimo con maestria.....Vi assicuro, vi sembrerà di soffrire con loro.....Ci vomiterete l'anima....Compratelo, è un affare.... Jackal il Grasso 6月3日 POEMA INCANTEVOLE E IRRIPETIBILE LEGGERE PLEASEQuesto poema va letto solo dopo aver letto il primo per carpirne la vera essenza e il vero significato.Premetto che è stata scritta featuring mATTEO (tengo a evidenziare la m minuscola), percui se alcune parti le troverete più fiacche e non degne di me sapete a chi rivolgervi.Buona lettura
Luce
udii il tuo benefico sono
et persi fisicali sensi
et visi tuae membra
udii sonitu angelico
provenir dal paradiso.
in mattina l'occhi apersi
e nei tuoi ones mi persi
et cosi di morìr me parea
mai più dolce
morte v'è stata
lungi da me ma tu sii
tuo pensier fero mi fece
lungi da te mio animo sofferente
tuo passional
sospiro perenne
Tu sol comprendi a ch'io penso
ch'il guardo si posa in te ma 'n ti vedo
e perchè tu sol d'aria sei composta
o neanche quello,chissà
chi t'ha mai vista
ohibò spettral immago
di che anima composita hai
se non di ignota materia
che sol il mio
amor pò comprender
Commento didascalico:
1° quartina:
Scritta con un tono soavemente duro (reso dai latinismi presenti) il verso, dai toni napalissianamente stilnovisti, narra di una passione d Amore, verso una donna apparentemente non descritta, apparentemente anch essa dai caratteri stilnovisti (come la mancanza di una descrizione precisa e di un monotonismo sul bianco). Si può notare anche la attinenza di tematiche col poeta latino Catullo, narratore d' amore, che anch esso descrisse il suoi sentimenti al vedere di Lesbia.
2° quartina:
Il poeta usa un suggestivo intricarsi di lingue diverse, commisse con mestiere e disinvoltura, sperimentazione di un nuovo metodo di scrittura che ignora i moralismi e e banalismi del classicismo rifacendosi a correnti quali ermetismo futurismo e neorealsimo.L'autore descrive una sua situazione interiore nel momento in cui i suoi occhi, si perdono negli stessi (ones) della persona amata.E così a esso pare di morire, ma non una morte come intesa nella quotidianità odierna bensì una morte interiore dovuta al desiderio estremo ma irrealizzabile della donna in questione.Per questo mai morte più dolce è stata.
3° quartina:
In taluna quartina il poeta descrive una certa lontananza con la sua donna amata, che secondo alcuni studi filologici, pare esser simile a quella dei maggiori autori stilnovisti, as Dante, Petrarca e per finire Boccaccio.Si nota inoltre un certo disinteresse da parte della donna verso l autore (tuo pensier fero mi fece). L animo del poeta perciò soffre perchè è lontano dalla sua metà (Ved. De amore di Andrea Capellano).Notasi anche una certa corrente Boccacciana all amore passionale (passional sospiro), che Boccaccio esprime secondo un ben coordinato registro linguistico (anche con vocaboli dal basso registro linguisto-socio psicologico).L ultimo aggettivo, perenne, sta ad indicare la perenne vita mondana della donna, che è lontana dalla retta via (ved. Dante "Commoedia" I inf.).
4° quartina;
L'autore sapientemente cosciente della situazione di ambigua indecisione alla quale da vita, si riferisce a una donna misteriosa, della quale nonostante gli studi di numerosi appassionati e storici professionisti,non si conosce ancora l'identità,ma con una frase tanto stupenda quanto eloquente da a capir che lei sola, saprà a chi si riferisce.La donna in questione sembra essere una donna che attira poco l'attenzione,una donna superflua, inutile, insignificante, tanto da essere paragonata all'aria (che a quel tempo veniva sovente confusa col nulla) e dice, che posando lo sguardo in essa, altro non vede se non trasparenza.In conclusione l'autore non sa di cosa essa sia composta in quanto nessuno mai l'ha vista.
5° quartina:
Dai toni fortemente retorici e interrogativi, ivi l autore si domanda, attraverso uno specifico viaggio interiore, diritto verso la Verità assoluta teologica, di cosa siacomposta la sua donna amata. Inizia con un esclamazione
appartenente al registro linguistico dei "Sette nani", l aggettivo spettral sta ad intendere la mancanza di figura fondata e sensibile della donna, chiedendosi di cosa l anima sua sia composta (in senso teologico), giungendo alla conclusione che sia fatta di sicuro di materia non mai conosciuta, estranea, ambigua, che solo l amore del poeta può carpire attraverso uno specifico viaggio verso l 'Amore.
Per acquistare il DVD con spiegazioni, letture da parte degli autori, approfondementi, videogallery, fotogallery, interviste a personaggi del calibro di Luiggi Pruneddu e Gavino Serra, filmati e quant'altro. Per info e prevendite rivolgersi all'indirizzo e-mail di seguito riportato dancasula@yahoo.it o mandare un facs al numero 37-578768-647
grazie. LA FINELa fine della scuola è alle porte.Che frase originale.Per diversificare una ramificazione del mio io e la concezione di una realta' che si diversifica dagli stereotipi contemporanei e esprimere al meglio cio' che l'autore carpisce il lettore immagina il terzo no analogamente a quanto accade nei meandri piu oscuri e evitare obsolete ideee di magnificienza e assoluta convinzione che il fato possa precludere uno sfruttamento della personificazione e contraddizione in se' ho intenzione di proporre a voi, un poema da me medesmo meco scriptus in primis il mio pensier volge a voi....buona lettura:
Proemio :
Non più odo
Degli augelli, l'allegro cinguettar
Nel meriggio.
Fine del proemio;
Svolgimento dell'opera
Il Daniele furioso :
Ei non rispose
io fui triste
e si' rimasi
mentre,col capo che a ritmo si scotea
e la coda,che danzando
tra le balde gambe s intristia
mi recai
al giaciglio
che da letto fece
in conclusione di mea vita.
Conclusione dell'opera:
Beato colui che questo mio (non) breve saggio lesse, e ancor più colui che il suo vero significato comprese.Beato anche l'ignorante che in sua caratteristica felice vive e così persegue.
P.S. Don't try this at home ( puo essere pericoloso)
|
|
|